La Toscana è unanimemente considerata una delle regioni italiane più belle, amate e apprezzate. Il suo patrimonio paesaggistico, artistico e storico la rendono un museo a cielo aperto, perfetto da scoprire nel mese di settembre oppure nel corso delle fresche giornate di ottobre. Questo periodo di fuori stagione è perfetto per coniugare la scoperta delle bellezze toscane con il relax che solo questa terra può offrire, tra sagre, vendemmie, terme e l’immancabile fall foliage.

Godersi il foliage nel Parco Nazionale delle Foreste del Casentino

La Toscana è uno dei luoghi che in autunno si veste di nuovi colori: nei boschi e nelle foreste, che proprio alle porte dell’autunno cominciano a ripopolarsi di cervi, le foglie non più verdeggianti si tingono d’oro, di rosso e di arancione. Passeggiare sotto le fronde degli alberi, in un’atmosfera ovattata di profonda quiete, è certamente un modo per entrare in contatto con la natura e dunque riconciliarsi col proprio spirito. Il Parco Nazionale delle Foreste del Casentino è il luogo perfetto per godersi il foliage toscano grazie alla eccezionale biodiversità espressa dalla presenza di più di 40 specie di alberi quali aceri montani, faggi, frassini, aceri campestri, querce e ciliegi.
Organizzare escursioni all’interno del parco consente non solo di godersi il foliage ma anche di scoprire siti storici quali il Lago degli Idoli, raggiungibile da Castagno d’Andrea: il suggestivo sentiero costeggia il Monte Falterona, tocca l’incantevole sorgente di Capo d’Arno e raggiunge infine lo specchio d’acqua sacro agli etruschi.
Altamente spettacolare è poi il Santuario francescano della Verna, costruito sul fianco del Monte Penna: la chiesa in autunno sembra galleggiare in un mare di foglie aranciate e dorate. Il miracolo delle stimmate verificatosi in un questo remoto eremo è citato anche da Dante, al quale peraltro è legato anche un altro luogo del Parco, ovvero le pittoresche Cascate dell’Acquacheta, letteralmente circondate da castagni, querce e faggi: il loro roboante fragore ha portato il Sommo Poeta a paragonarle all’infernale fiume del Flegetonte.

Pedalare lungo la Chiantigiana

La Chiantigiana è una spettacolare strada secondaria che collega Siena a Firenze. Percorrere questa antica via nel modo più green possibile, ovvero in bicicletta o addirittura a cavallo, permette di godersi nel più totale relax le circostanti colline ammantate da rigogliosi vigneti, da cipressi celanti antichi casolari e da graziosi borghi medievali.
Questa forma di turismo lento permette di scoprire l’essenza del Chianti, strizzando l’occhio a quel patrimonio enogastronomico che è il vanto dell’intera regione.
Da Montefioralle, borgo che ha dato i natali al grande navigatore Amerigo Vespucci e dominato dal castello del XIII secolo con vista sui sottostanti vigneti, è facilmente raggiungibile Greve. Quest’ultima ospita un interessantissimo Museo del Vino ricco di attrezzi, foto d’epoca, una collezione di circa 180 cavatappi di ogni foggia e tini sistemati in lunghe gallerie. Nello stesso museo è possibile inoltre degustare il Chianti Classico e la norcineria locale. Quest’ultima è la protagonista anche dell’Antica Macelleria Falorni che, dal lontano ‘800, è un vero e proprio must da visitare a Greve: basti pensare che la dispensa della macelleria si trova in una segreta risalente al XIII secolo.
Pedalando più a sud, si incontra Panzano in Chianti, nella cui Antica Macelleria Cecchini si può gustare la vera bistecca fiorentina; visitando poi la Chiesa di Santa Maria si possono scorgere i resti delle torri e della cinta muraria che cingeva il borgo nel ‘200.
Tappa finale non può non essere il comune di Castellina in Chianti dove è consigliato passeggiare a piedi nella pittoresca Via delle Volte: si tratta di un passaggio coperto di origine medievale ricco di feritoie, dalle quali è possibile godere della vista più bella sulle colline e sui vigneti del Chianti.

Alla scoperta delle Abbazie più belle della Toscana

L’autunno si caratterizza per le temperature più fresche e per la luce, tanto più fioca quanto più suggestiva. È questa l’atmosfera remota che avvolge i monasteri che punteggiano la Toscana, alcuni dei quali sono veri scrigni di arte e di storia: visitarli fuori stagione permette di coglierne la bellezza più intima e mistica, senza la presenza dei turisti che spesso li affollano in alta stagione.
L’Abbazia di San Galgano a Chiusdino, in provincia di Siena, è un luogo fuori dal tempo, dove storia e leggenda si fondono. Della chiesa duecentesca resta poco più dello scheletro, le arcate laterali, i resti del chiostro e della sala capitolare: non c’è più il tetto ma solo il cielo a rendere l’Abbazia uno dei siti più belli di tutta la Toscana. A due passi inoltre sorge l’Eremo di Montesiepi, all’interno del quale, conficcata nel pavimento, c’è una spada che a tutti ricorderà la leggenda di Artù e della sua Excalibur: pare però che in realtà il cavaliere Galgano Guidotti abbia lasciato così la sua arma come segno di rinuncia alla sua vecchia vita sulla via della conversione.
Restando nel senese, ad Asciano, merita una visita l’Abbazia di Sant’Antimo, in località Castelnuovo dell’Abate: secondo la tradizione, le origini dell’edificio affondano le radici nel lontano 781 quando fu lo stesso Carlo Magno a volerne la costruzione. È sobria e austera e a molti ricorderà il monastero benedettino di Cluny: le bifore e monofore presenti fanno filtrare una timida luce all’interno, ad illuminare colonne in travertino e alabastro. Un consiglio è visitarla durante i canti gregoriani: l’atmosfera di pace e intensa spiritualità che si respira in quel momento è davvero indescrivibile.
D vedere poi l’Abbazia di Farneta, a due passi da Cortona: il gioiello del luogo è rappresentato dalla sua ombrosa cripta con celle, a forma di trifoglio e quadrifoglio, dalle volte a botte rette da colonne di cui una realizzata in granito rosa di Assuan.

Per castagne in Toscana

Cosa c’è di più rilassante che perdersi nei lussureggianti boschi toscani alle falde del Monte Amiata per raccogliere le castagne riconosciute con tanto di marchio IGP? Ebbene oltre alla raccolta, una delle più piacevoli attività da fare in Toscana tra i mesi di settembre, ottobre e novembre, è partecipare alle numerose sagre e feste dedicate a questo gustoso frutto, assaggiando piatti della tradizione rigorosamente a base di castagne.
Il borgo di Piancastagnaio, dove sorge uno dei più importanti cicli pittorici toscani di Nanni di Pietro all’interno della Chiesa della Madonna delle Grazie, è il luogo dove si svolge il Crastatone di Piancastagnaio, una delle più antiche feste dedicate alla castagna e si svolge tra ottobre e novembre.
Non da meno è la Festa d’Autunno di Abbadia San Salvatore, dominata dall’Abbazia del 1035: tra stand e mercatini di prodotti artigianali, si potranno degustare non solo le castagne, ma anche funghi, polenta e l’immancabile vino toscano.
La sagra del fungo e della castagna, sublimata con tanto di divertente Palio del Boscaiolo, anima poi il bellissimo borgo di Castiglione d’Orcia, completamente abbracciato dai boschi rosseggianti dell’Amiata. Tra un sorso di vin brulé e una caldarrosta, si ha comunque l’occasione di visitare il borgo che ha il suo cuore nella Piazzetta Il Vecchietta, una piccola opera d’arte: si tratta di un pittoresco spazio triangolare ricoperto di mattoncini rossi e ciottoli grigi, al centro del quale sorge un pozzetto in travertino del 1618.

Relax alla terme

Per molti il relax è sinonimo di terme: nessuna passeggiata, nessuna pedalata o scoperta di antichi monasteri, ma solo godersi le benefiche acque termali circondati da paesaggi spettacolari.
Ebbene la Toscana offre in tal senso molte opportunità, essendo ricca di stabilimenti termali non solo a pagamento ma anche a ingresso libero. Sono questi ultimi a regalare le esperienze più belle e piacevoli, soprattutto fuori stagione quando sono poco affollate.
I Bagni di San Filippo si trovano a San Quirico d’Orcia, alle falde boscose del Monte Amiata: l’acqua sulfurea scorre a ben 50° e si può ben capire il beneficio quando nell’aria i primi freddi autunnali fanno capolino. La bellezza di queste terme è la possibilità di rilassarsi in pozze naturali sotto il getto di cascatelle, circondate da rocce calcaree bianche modellate dallo scorrere dell’acqua: non sorprende che siano chiamate Balena Bianca.
Altrettanto famose sono le Cascate del Mulino a Saturnia, nel cuore della Maremma Toscana, con acque sulfuree che sgorgano a 37°, apportando benefici all’apparato respiratorio, circolatorio, al fegato e alla pelle: il consiglio è rilassarsi nelle piscine scavate naturalmente nel travertino sotto le stelle e al chiaro di luna, godendosi il tepore dell’acqua tra vapori che si accentuano nella notte creando uno scenario a dir poco onirico.
Una menzione merita poi San Casciano dei Bagni, in provincia di Siena: le 42 sorgenti termali erano note persino all’imperatore Ottaviano Augusto. Per rilassarsi nelle vasche ad accesso libero bisogna raggiungere gli antichi lavatoi ai piedi del Monte Cetana, per un rilassante bagno in acque che raggiungono quasi i 43° con vista sull’autunnale campagna senese.