Degustazione in vigna: 5 cose che non sapevi

Il vino italiano è un prodotto di altissima qualità, riconosciuto a livello mondiale. Il merito del suo successo è soprattutto legato al nostro territorio, ricco degli elementi essenziali per la buona riuscita del vino, e soprattutto del clima che, in molte regioni italiane, è perfetto per la crescita e per la maturazione della vite. Ma non solo: il merito è anche della passione di molte famiglie italiane che, di generazione in generazione, si sono trasmesse l’amore per questo prodotto e hanno contribuito a farlo diventare uno dei simboli della nostra terra.
La vite è coltivata in Italia da tempi antichissimi (alcuni studiosi ritengono che questa bevanda fosse prodotta già nel periodo Neolitico) ma è soltanto a partire dal Novecento che il vino inizia ad essere apprezzato come bevanda. Per merito della Francia viene introdotta una normativa per regolamentare la produzione del vino: vengono definite le composizioni, i territori di produzione e l’origine controllata. In questo modo il vino diviene un prodotto sempre più di qualità e sempre più amato dalla popolazione.
Le fiere e gli eventi dedicati a questo prodotto sono oggi numerosi e gli addetti al settore sono sempre in crescita.
Bere del vino è facile, chiunque può farlo, la cosa difficile è degustarlo.
Degustare un vino significa capire come è fatto, ma anche da chi e in che modo. Il modo migliore per approcciarsi alla scoperta del vino per chi non ha esperienza è una degustazione in vigna. In questo modo è possibile osservare con i propri occhi dove il vino nasce e cresce, parlare con i produttori è utile per capire come viene preparata questa bevanda e qual’è la filosofia che sta alla base del prodotto.

1) Per una degustazione in vigna serve la giusta preparazione

La degustazione in vigna non è certo un esame ma è sempre meglio arrivare preparati! I sensi devono essere pronti ad accogliere le particolarità dei vini assaggiati, quindi è giusto lasciarli lavorare senza interferenze. Se durante la visita alla vigna siete raffreddati, ad esempio, molto probabilmente non riuscirete a percepire al massimo tutte le sfumature dei vini che vi verranno proposti. Il giorno della degustazione bisognerebbe seguire tre regole fondamentali: non usare profumi, non fumare e non mangiare nulla che possa alterare il nostro gusto.
Profumi, deodoranti troppo forti o creme per il viso possono alterare la percezione olfattiva del vino, disturbando la degustazione. I profumi che si hanno intorno durante l’assaggio del vino non dovrebbero sovrastare quelli del vino, per cogliere a pieno tutti i sentori di questo prodotto. Anche l’utilizzo di rossetti o lucidalabbra potrebbe alterare la degustazione dal punto di vista sia olfattivo che gustativo (a causa della patina oleosa che questi cosmetici lasciano sul bordo del bicchiere).
La seconda regola è non fumare, almeno nelle ore che precedono l’assaggio del vino. Il fumo, infatti, tende ad appiattire la percezione dei sapori e dei profumi, non permettendo al vino di esprimere al meglio le sue potenzialità.
Infine, la bocca deve essere pulita. Non si devono mai mangiare gomme da masticare o caramelle prima di una degustazione, al contrario è sempre meglio sciacquarsi la bocca prima di iniziare. Un buon consiglio è quello di tenere sempre a portata di mano durante l’assaggio un bicchiere d’acqua e dei grissini, in questo modo la bocca sarà pronta per accogliere un nuovo sapore. Il momento migliore per degustare il vino è la tarda mattinata, con lo stomaco vuoto.

2) Durante la degustazione meglio non parlare

Il silenzio è il migliore amico del vino. L’enologo o il professionista che vi accompagnerà durante la degustazione in vigna introdurrà il vino, descrivendone le caratteristiche principali con poche parole. A questa introduzione seguirà il momento della degustazione vera a propria: un momento personale in cui ascoltare unicamente il vino. Tutti i sensi devono concentrarsi sulle sue caratteristiche: il colore, la persistenza, il sapore, il profumo. Solo con la giusta attenzione si può capire il vino! Finito l’assaggio si apre il momento della discussione sul vino assaggiato. Il confronto con gli altri ospiti è molto importante perché può far emergere sfumature del vino che non si erano colte inizialmente. Il professionista che guida la degustazione dovrebbe intervenire con la sua opinione solo quando tutti gli altri hanno già espresso la propria, in questo modo non rischierà di condizionare l’assaggio. È bene ricordare che il vino può avere per ognuno un sapore diverso, la degustazione non è una scienza rigorosa ma è fortemente condizionata dai nostri gusti ma anche dalle nostre emozioni. Ad esempio un vino non gradito ad una persona può essere per noi legato ad un ricordo piacevole e, di conseguenza, regalarci emozioni positive.

3) Chiedi il bicchiere giusto adatto al giusto vino

Durante la degustazione, a seconda della tipologia di vino proposto, verranno utilizzati bicchieri diversi. Ogni vino, infatti, ha bisogno di un bicchiere particolare per esaltare le sue caratteristiche. Il rosso è il più maturo tra i vini e, per questo, ha bisogno di un bicchiere ampio per ricevere più ossigeno e, di conseguenza, ampliare le sue caratteristiche. Bisogna pensare al vino rosso come ad un fiore che, quando si apre, può sprigionare tutto il suo profumo. La stessa cosa con il vino che, grazie ad una buona ossigenazione, sprigiona tutti i suoi aromi ed i suoi sapori.
Con il vino bianco la questione si fa più complessa: il bicchiere deve essere scelto in base all’età del vino. Se il vino è secco e molto strutturato deve essere usato sempre un calice ampio (come quello usato per il rosso), per un rosato la scelta migliore è un bicchiere meno ampio, meglio se con i bordi svasati e, infine, per un vino giovane bisogna optare per un bicchiere a tulipano. Il bicchieri, sia per il vino bianco che per quello rosso, vanno riempiti al massimo per un terzo, così facendo si può roteare il vino per farne espandere gli aromi.
Infine, il flûte è il miglior bicchiere per lo spumante Metodo Classico. Si tratta di un bicchiere alto e stretto, non deve mai essere riempito fino all’orlo perché in questo modo è possibile apprezzare visivamente il perlage del prodotto.
Tra un assaggio e l’altro sciacquate il bicchiere con dell’acqua per eliminare le tracce del vino precedente.

4) Linguaggio tecnico della degustazione

Durante la degustazione per prima cosa è importante osservare il colore del vino poi, dopo aver ruotato leggermente il bicchiere, bisogna annusarne i profumi e, solo infine, procedere con l’assaggio.
Solo dopo queste tre fasi è possibile parlare del vino, ma come fare se non si trovano le parole adatte per descriverlo?
Il linguaggio del vino è ricco di parole un po’ difficili: barrique, rimontaggio, perlage, Metodo Classico. Solo gli esperti sanno padroneggiare questa lingua tecnica ma, chi vuole degustare un vino e capire cosa sta facendo, dovrebbe possedere almeno qualche base.
Soprattutto durante l’assaggio i neofiti si trovano impacciati perché non trovano le parole adatte per descrivere quello che hanno appena assaggiato. Per risolvere questo problema gli enologi ed i sommelier hanno realizzato un vero e proprio dizionario del vino, in questo modo una parola convenzionale e stabilita a priori riesce ad esprimere tutte le sensazione e le emozioni che un vino può dare.
La parola armonico, ad esempio, sta ad indicare un vino equilibrato, in cui il sapore acido, dolce ed amaro sono perfettamente bilanciati.
Persistente si usa quando le caratteristiche organolettiche del vino rimangono per lungo tempo dopo l’assaggio.
Per quanto riguarda gli aspetti olfattivi del vino si utilizzano ad esempio i termini aromatico (perché conserva tutti gli aromi del vitigno in cui è stato realizzato) o erbaceo (che ricorda il profumo dell’erba, si usa spesso con i vini giovani).
Quando si vuole parlare del gusto di un vino si può dire che è fruttato, asciutto o maturo. A seconda della sua dolcezza, invece, si definisce un vino secco quando tutti gli zuccheri presenti nell’uva sono stati trasformati in alcol e non sono percepibili al gusto, abboccato quando la nota dolce è molto tenue, amabile quando è un po’ più forte e dolce quando gli zuccheri residui sono presenti nel vino in quantità maggiore a 50 grammi per litro.
In ogni caso, anche se non si possiedono i termini tecnici per parlare del vino, durante la degustazione è importante tentare di descrivere come si può quello che si assaggia, anche utilizzando espressioni del linguaggio comune. Sarà compito del professionista aiutarci ad associare quella sensazione alla terminologia più indicata. Non esitate e siate sempre curiosi, solo in questo modo si potrà imparare di più.

5) Assaggia sempre il vino due volte

Molto spesso la prima impressione è sbagliata, vale per le persone ma vale anche per il vino. Per questo è molto importante assaggiare lo stesso vino almeno due volte. Innanzitutto per percepirne al meglio le caratteristiche che, con un assaggio solo, possono non essere compresa totalmente ma anche per permettere al nostro gusto di svilupparsi. Il nostro senso del gusto, infatti, non è statico ma cambia insieme a noi. Per questo, vini che in passato non ci piacevano possono, a distanza di tempo, dare maggiore soddisfazione a chi li assaggia.

Una degustazione in vigna è un modo per apprezzare di più il vino e il suo territorio di produzione. Grazie alla guida di un esperto si possono scoprire i metodi di coltivazione della vite, di produzione del vino e assaggiarne di diverse tipologie per scoprire il più adatto al nostro gusto.