È scevro di esagerazione affermare che la Toscana sia stata fulcro della storia e della cultura italiane almeno quanto lo è stata la città di Roma. Proprio per questo motivo, apprezzatissima da visitatori di ogni genere, la Toscana resta una regione il cui territorio è fitto di incanti, di sorprese che scuotono il cuore e lì si arrampicano per restarvi in eterno. Un posto, insomma, da conoscere e vivere come viaggiatori più che come turisti.
Nei saggi e immortali versi di Lorenzo il Magnifico, “Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c’è certezza”. Perché allora aspettare che torni l’Estate per rispondere al richiamo della sua terra natìa?
A seguire, 5 meraviglie della Toscana in Inverno, ovvero 5 ottimi motivi per volersi bene e visitare questa splendida regione che il mondo intero invidia all’Italia. Bella e preziosa tutto l’anno, la Toscana splende di una magia ancora più intima quando le giornate si accorciano e l’aria si rinfresca. Volutamente persa nei dettagli di una cornice riccamente intarsiata, l’anima sarà la prima a scaldarsi, a non voler più andare via.

1) Borghi medievali (e non solo) alle porte di un sogno
Gli spazi quieti dei borghi medievali sono sacri, un patrimonio dal valore inestimabile. E non sacri in senso religioso, ma umano. Sacri perché consentono di lasciarsi alle spalle la fretta e il rumore delle città contemporanee. Sacri perché al cospetto della loro solida ossatura di pietra perfino il tempo si è fermato, rispettoso. Sacri perché capaci di tramutare la realtà in sogno e il sogno in realtà.
La lista dei borghi toscani le cui vie meritano di essere esplorate potrebbe estendersi all’infinito. Alcuni suggerimenti: la splendida Montepulciano da cartolina, che dà il nome all’omonimo vino; la celebre Volterra, dove il centro storico etrusco coesiste con rovine romane ed edifici medievali; San Gimignano, patrimonio dell’UNESCO grazie alla perfetta integrità del suo centro storico medievale; Lucca, dalle maestose mura e la curiosa Torre delle Ore; San Miniato, sovrastato dalla rocca di Federico II; Certaldo, dove nacque il letterato Boccaccio ed è aperta al pubblico la sua Casa Museo; Pitigliano, la piccola Gerusalemme abbarbicata su una rupe di tufo; Giglio Castello, cui si sale dal porto fino ad arrivare 400 metri sul livello del mare; e ancora Montefioralle, Anghiari, Porto Ercole.
Nei borghi di Toscana si corre il rischio d’innamorarsi ogni istante, ad ogni soffio di vento, ancora e ancora, nell’atmosfera rarefatta che ricorda quella di una fiaba.

2) Arte da (ri)scoprire con calma
Privo dell’opprimente calca e delle difficili temperature tipiche dell’alta stagione estiva, l’inverno è sicuramente il periodo ideale per visitare mostre e musei in generale. La Toscana in particolar modo, annovera sul suo territorio eccellenze museali la cui soglia andrebbe varcata almeno una volta nella vita. Non solo da chi è esperto d’arte, ma anche semplicemente da chi sa emozionarsi di fronte al talento senza tempo dei grandi maestri fiorentini del Rinascimento.
Proprio a Firenze, sarebbe immorale non citare al primo posto le Gallerie degli Uffizi, sospirate da ogni angolo d’Europa. Il complesso museale comprende gli Uffizi, il Corridoio Vasariano, Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli. Presso gli Uffizi si possono ammirare non solo sculture e opere pittoriche che vanno dal Medioevo all’età moderna, i busti della famiglia Medici e copie romane di statue greche ormai perdute, ma anche capolavori della pittura europea, soprattutto di matrice olandese, tedesca e fiamminga. Nonostante tutto ciò sia assolutamente degno di nota e in grado già da sé di togliere il fiato, di solito favoriti dai visitatori sono i dipinti di grandi, immensi nomi quali Giotto, Piero della Francesca, Botticelli, Mantegna, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Caravaggio e molti altri.
Il Corridoio Vasariano (purtroppo al momento chiuso fino al 2021 per lavori di messa in sicurezza e ammodernamento) comprende il passaggio sul Ponte Vecchio per raggiungere al di là del fiume Arno la reggia granducale di Palazzo Pitti e il Giardino di Boboli.
Il Giardino mediceo di Boboli, noto per aver iniziato la tradizione del giardino all’italiana poi ripresa in altre corti europee, è un luogo sublime che racchiude scenari incantevoli, eterei. In effetti, lo si potrebbe definire un museo a cielo aperto; fontane, grotte e statue rinascimentali accompagnano e meravigliano il visitatore a ogni passo, fino a condurlo al padiglione rococò del Kaffeehaus, risalente al ‘700.

3) Il variopinto Carnevale di Viareggio
Tappa imprescindibile di un viaggio in Toscana, il Carnevale di Viareggio è non solo uno dei più importanti a livello mondiale per la qualità delle creazioni, ma vanta addirittura una tradizione centenaria che risale al 1873. Le sfilate di carri calendarizzate per Febbraio 2020 comprendono ben sei appuntamenti: domenica 9, sabato 15, giovedì 20, domenica 23 e martedì 25 (gran finale con annuncio dei vincitori e spettacolo pirotecnico conclusivo).
Forse però non tutti sono al corrente della possibilità di visitare anche durante il resto dell’anno gli hangar in cui sono custoditi i carri in costruzione. Situato nella zona nord di Viareggio, il complesso della Cittadella vede nascere e crescere le strabilianti opere in cartapesta, e accoglie nell’esposizione dell’Espace Gilbert (hangar 16) elementi allegorici che hanno fatto parte del Carnevale precedente e meritano di vivere sotto gli occhi del pubblico ancora per qualche mese.
All’interno della Cittadella è aperto inoltre un comodo bistrot dove ci si può fermare a colazione, pranzo o cena senza dover interrompere l’immersiva e coloratissima esperienza carnevalesca.

4) Fra caldo e freddo: terme e piste da sci
In un gioco di contrasti, ci piace pensare che due idee apparentemente agli antipodi in realtà si completino e possano confluire l’una nell’altra in una vacanza a doppia valenza.
Classico invernale, le stazioni sciistiche toscane sono una meta piuttosto ambita del turismo sportivo. L’Abetone in particolare, con le sue 27 piste dotate di 21 impianti di risalita e distante da Firenze poco più di un’ora d’auto, è il fiore all’occhiello della Montagna Pistoiese. Grazie alla sua posizione strategica al confine con l’Emilia Romagna, la stazione sciistica dell’Abetone è suddivisa in tre zone: quella delle piste storiche, rivolta verso la Toscana; quella delle tre piste progettate dal campione di sci Zeno Colò, che volge sul versante emiliano; infine la terza, con le sue piste della Val di Luce.
La proporzione fra piste blu (di difficoltà bassa) e piste rosse (di difficoltà media) è praticamente equivalente. Quelle nere (di difficoltà alta, solo per sciatori molto esperti) rappresentano soltanto il 3% della superficie fruibile.
Per rilassare e rinvigorire il corpo dopo un energico weekend trascorso sulla neve, gli impianti termali della regione sono innumerevoli. Tuttavia, quelli più vicini all’Abetone e che saranno quindi più agevoli da raggiungere in auto sono i Bagni di Lucca (a meno di 38 km), le Terme di Montecatini (a circa 66 km) e le Terme di Grotta Giusti (a circa 64 km).

5) Il buonumore che passa dal palato
Nulla da fare: il palato è signore e padrone di ogni viaggio, pertanto non ci si può astenere dal considerare piatti e prodotti tipici regionali una meraviglia degna di essere accostata alle altre.
La ribollita, adatta anche ai vegani, è una zuppa toscana assai gustosa, tipicamente invernale e di origini contadine. A base di pane raffermo e cavolo nero, include numerose altre sanissime verdure come fagioli, carote e cipolle, e va servita ovviamente calda. Un’altra ricetta ideale per i giorni più freddi è la pappa col pomodoro, anch’essa a base di pane raffermo, per una cucina umile che non conosce sprechi.
Per viziarsi, niente di meglio del lardo di Colonnata IGP. Tagliato finemente e adagiato su una fetta di pane, questo salume unico che nasce tra le montagne delle Alpi Apuane si scioglie in bocca in una commovente esplosione di sapore.
Per chi ama i piatti a base di pesce, sarà invece più allettante il cacciucco, zuppa di difficile preparazione e dalle molteplici varianti a seconda di dove ci si sposta per assaggiarla.
Nel periodo natalizio, già reso indimenticabile e sognante da luci, fiere e mercatini, il profumo del panforte stuzzica grandi e piccini. Si tratta di un dolce semplice da preparare ma allo stesso tempo ricchissimo d’ingredienti: miele, cacao, cannella e un gioioso tripudio di frutta secca. Più leggeri ma altrettanto intriganti i brigidini di Lamporecchio, piccoli dischi di cialda croccante realizzati con farina, uova, zucchero ed essenza di anice.
Per finire, è d’obbligo gustare gli intramontabili cantucci, biscotti secchi alle mandorle che si prestano a essere voluttuosamente inzuppati in un bel bicchiere di vin santo, un passito toscano dolce, corposo il giusto, dai bagliori dorati e amabile in ogni occasione ma soprattutto davanti al caminetto acceso.